Chiara 3
Passarono i mesi dopo quel giorno dove io mi affinai nell’arte della schiava il prof (che da ora in poi chiamerò padrone) mi usava umiliava come voleva giocava con me mi legava mi penetrava con foga culo e figa facendo sempre in modo che un vibratore riempisse sempre il buco che avevo libero, a volte mi legava altre mi frustava spesso mi bendava una cosa non cambiava mai pretendeva che bevesi ogni sua venuta e quando mi veniva nel culo mi faceva ripulire cmq il tutto con la bocca.
La cosa mi faceva impazzire oramai quando lo leccavo non dimenticavo nulla uccello palle e anche il buco del culo cosa che sembrava eccitarlo molto.
C’erano state altre situazioni in cui mi aveva urinato in faccia o sul corpo oppure mi aveva costretto a fargli il bidè dopo aver defecato ma oramai ero abituata e anche il pissing lo accoglievo con gioia e grande eccitazione pur non ingoiando mai molto pulivo sempre perfettamente il suo uccello dall’urina.
Uno dei soliti pomeriggi da lui io ero in cucina appoggiata con le braccia al tavolo culo sporto all’indietro nuda bendata gambe aperte lui mi palpava leccava pizzicava e di quando in quando mi penetrava la figa o il culetto, c’era un’aria diversa dal solito però quasi di attesa (forse xò questa è una cosa che ho aggiunto dopo quello che è successo).
Ad un certo punto suonò il campanello mi irrigidii in un istante stavo per scivolare in camera quando lui mi ordinò di non muovermi e andò alla porta.
Mi stavo innervosendo dalla porta sbirciando dentro chiunque avrebbe potuto vedermi in quella posizione mi venne un’insensato attacco di panico ma mi consolavo pensando che il padrone cmq avrebbe saputo quale era la cosa migliore per me.
Sentivo parlottare e sentii l’altra voce entrare e la porta chiudersi l’altra persona era sicuramente un’uomo disse che ero un bocconcino notevole e cominciò a frugarmi con le dita mi penetrò fica e culo senza ritegno e mi palpò con voracità il seno emettendo un grugnito di soddisfazione.
Io ero impietrita se questo era il volere del mio padrone dovevo accettarlo lui sapeva cos’era il meglio per me sentirmi addosso uno sconosciuto che non potevo vedere mi innervosiva non poco anche se sentivo già la mia micetta bagnarsi copiosamente.
Non passò un minuto di quei palpeggi che mi sentii afferrare la testa e spingere rudemente in bocca un cazzo sudaticcio e odoroso la voce mi ordinò di succhiarlo cosa che feci con passione già parecchio eccitata mentre il padrone mi masturbava dicendo “dovresti sentire quanto è bagnata questa troia”.
Mi raggiunse inaspettato un’orgasmo devastante tanto che vacillai sulle gambe per un’attimo, mentre l’altra voce mi teneva la testa e mi scopava con foga la bocca.
Si staccò dalla mia bocca e mi trascinò per una mano con lui, lo senti armeggiare qualche secondo seduto sul divano poi mi fece sedere sul suo cazzo ero fradicia entrò tutto in un colpo solo aveva il preservativo che strana sensazione sentirlo dentro un’involucro di plastica.
Mi stava scopando come mi era capitato tante volte con il prof lui seduto e io lo cavalcavo sentendo di volta in volta vigorosi colpi di reni.
Avevo le mani appoggiate sulle sue spalle era un’uomo corpulento e con le sue manone mi palpava i seni senza ritegno e mi pizzicava i capezzoli mentre continuavo a muovermi sul suo cazzo quando sentii qualcosa che mi forzava il culetto, era il prof che entrava facilmente nel mio culo decisamente aperto e cominciava piano a pomparmi.
Mi sentivo piena come non mai muovendosi assieme dentro di me mi procuravano sensazioni incredibili cominciai a gemere senza ritegno e venni urlando di piacere lasciandomi cadere addosso al nuovo arrivato il prof a quel punto uscì dal mio culo prese le mie mutandine e me le infilò in bocca poi ricominciò a scoparmi il culetto.
L’uomo sotto di me cominciò a muoversi sempre più velocemente finchè lo sentii contrarsi dentro di me mi strinse forte le braccia stava godendo.
A quel punto il prof si staccò da me mi fece alzare e mi ordinò di stare ferma in piedi l’altra voce si congratulò con lui mentre sentivo il fruscio di vestiti che venivano indossati e l’altro che evidentemente stava pagando il prof dicendo che ne era valsa la pena.
Quando sentii chiudere la porta il prof si avvicinò a me mi tolse la benda e le mutandine dalla bocca e mi disse “brava puttana mi hai fatto guadagnare un bel po’ con il tuo corpo da troia” poi mi prese di forza mi buttò sul tavolo e cominciò a scoparmi con foga come impazzito fica e culetto alternandosi con rapidità incredibile.
Stavo godendo ancora una volta senza ritegno non so se per i colpi energici o per il fatto di essere appena stata prostituita venni con un gemito e scivolai sul pavimento le gambe non mi reggevano più e la micia pulsava gonfia.
Mi raggiunse sul pavimento mi trascinò con forza il bacino e mi inforcò il culo con il cazzo continuò a sbattermi x un tempo indefinibile mentre io sbavavo e venivo trascinata avanti e indietro con la faccia sul pavimento poi venne nel mio culo spingeva come un pazzo.
Appena tirato fuori l’uccello lo infilò nella mia bocca dove mi adoperai al massimo per pulirlo e bere quanto rimaneva, mentre lui con le dita raccoglieva il suo sperma dal mio buchetto e me le faceva succhiare.
Poi mi portò nella doccia dove mi fece sedere e mi ordinò di guardarlo con la bocca aperta e mi urinò sul viso e sul corpo cercando di pisciarmi quanta più urina nella bocca poi mi fece come al solito pulire il cazzo si lavò mi lavò e mi mandò a casa.
Andai a casa sovreccitata mi sentivo un troia della peggior specie e la cosa mi piaceva provavo invidia per le prostitute sui viali la mia mente era percorsa dalle immagini + incredibili e oscene di me che facevo le cose più turpi passai la notte in bianco a toccarmi e fantasticare su quelle situazioni.
La cosa si tornò a ripetere non spesso come avrei voluto e non nei termini in cui lo avevo immaginato e pur essendo sempre molto eccitante non raggiunsi mai il climax di quella prima volta finché un giorno non arrivai come al solito dal prof e vidi che aveva compagnia.
Appena entrata notai una coppia seduta sul divano con i quali poco prima stava presumibilmente parlando mentre ora tutti si erano zittiti e mi guardavano.
Io abbassai gli occhi a terra in silenzio e non dissi nulla quando lui cominciò a parlare dicendo che troietta porca ero e quanto mi piaceva farlo.
I due mi guardavano interessati con gli occhi che brillavano mi fecero avvicinare e cominciarono a toccarmi scostarmi i vestiti saggiarmi, soprattutto lei era invadente mi pizzicava tirava infilava le dita ovunque i miei vestiti lo permettessero.
I due erano tra i 35 e i 40 anni bel corpo tenuto e sodo lei e ben tenuto abbronzato e palestrato lui ma con una calvizie oramai molto estesa.
Lei era bionda con una faccia dura e cattiva prepotente anche nei modi lo sentivo da come mi guardava e palpava, lui sembrava uno dei tanti indefinibile guardava bramoso il mio corpo ma era come tanti di quelli che vedevo in giro mi guardavano mi desideravano ma nessuno tentava un approccio o diceva una parola.
I due guardarono il mio padrone e fecero un cenno di assenso si alzarono e ci spostammo nella camera da letto dove il padrone e l’altro uomo si posizionarono nell’angolo della stanza mentre lei cominciava lentamente a spogliarmi.
Quando mi ebbe tolto anche l’ultimo indumento si soffermò a guardare il mio corpo mi pizzicò i capezzoli e mi ordinò di spogliarla.
Guardai interrogativa il padrone che si affrettò ad ordinarmi di obbedirle, cominciai a svestirla e quando arrivai a togliergli gli slip mi prese x i capelli e mi ordinò di leccarla.
Cominciai titubante a leccarla quando lei si butto sul letto, allargò le gambe e tenendosi la micia aperta con due dita guidò la mia lingua sulla sua fica.
La sua micia era bagnata e odorosa era la prima volta che mi capitava di leccare una donna e non avevo mai assaggiato altro sapore all’infuori del mio mi stavo surriscaldando avevo una voglia pazza di infilarmi le mani libere tra le gambe avrei voluto implorare qualcuno di impalarmi con il suo cazzo ma nulla nessuno dei due si muoveva.
Ad un certo punto chiamò il marito e gli disse di prendergli la borsa cosa che lui fece in fretta mi fece smettere di leccarla e prese fuori dalla borsa alcune cose.
Erano delle pinzette collegate da una catenella delle mollette da bucato e un paio di grossi vibratori.
Mi fece succhiare i grossi vibratori poi ne infilò uno nel mio culo e uno nella mia figa ordinatomi di non farli uscire poi usò le mollette da bucato sulle labbra della mia micina che sporgevano provocandomi una fitta incredibile e lasciandole attaccate a penzoloni infine mise la catenella con le pinzette una per ogni capezzolo; quell’ultima cattura mi fece salire le lacrime agli occhi piangevo di dolore ma al tempo stesso la mia figa era un forno grondavo di piacere lungo le cosce.
Mi trascinò in mezzo alle sue gambe orinandomi di succhiargli anche i capezzoli che non smetteva mai di stringersi e tormentarsi aveva un bel seno solo appena cadente ne troppo grande ne troppo piccolo mi stavo dimenticando di tutto la situazione mi faceva impazzire mi rimandò tra le sue gambe a leccare e io leccavo e succhiavo il suo clitoride gonfio come se fosse un cazzetto ad un certo punto emise un grido strozzato e mi schiacciò la testa tra le gambe spingendomi con forza la faccia sul suo pube.
Si rilassò mentre io continuavo a leccarla devota quando prese la catenella e diede uno strappo forte che mi fece scendere altre lacrime dagli occhi mi attirò a se e cominciò a baciarmi profondamente esplorandomi la bocca con la lingua nel frattempo con la mano mi massaggiava i seni martoriati alternando la mia micetta che penetrava e massaggiava con le dita dopo aver tolto il vibro.
Ad un certo punto mi fece mettere a carponi e venendomi sotto cominciò a leccarmi la micia provocandomi piacere e dolore perché leccandomi faceva muovere le mollette da bucato.
Ero ormai al limite stavo per venire cominciai a godere mugolando quando lei diede uno strappo con forza alla catenella legata ai capezzoli mi uscì un grido di dolore ma ebbi un orgasmo devastante tra piacere e dolore,
mi accasciai sul letto in lacrime ma in preda al piacere più intenso.
Nel frattempo il compagno della donna gli andò vicino e gli mise l’uccello in bocca mentre lei lo spompinava con passione con una mano continuava a frugare nel mio boschetto procurandomi brividi di piacere ad un certo punto lo fece sdraiare sul letto poi gli si coricò sopra.
L’uomo aveva un uccello piccolissimo corto e sottile che a malapena si vedeva tra le due grosse palle ma lei si muoveva sopra di lui come se la stesse squartando intanto mi ordinava di leccargli il buco del culo di riempirglielo con le dita e con il grosso vibratore che non doveva essere nuovo al suo anfratto.
Cominciò ad agitarsi e impalarsi sul vibratore contemporaneamente si muoveva sul pube del marito, ad un certo punto disse al prof di metterglielo in bocca e cominciò una danza sensuale su pene del marito succhiando contemporaneamente il cazzo del mio padrone e facendosi agitare nel sedere un grosso cazzo finto.
Finì tutto in pochi min con un rantolo l’uomo venne dentro la compagna e anche lei sembrò godere mollando l’uccello del prof e lasciandosi cadere sopra il suo uomo.
Il prof si allontanò tornando nel suo angolo mentre i due si baciarono un po’ con passione e dolcezza.
Quando si alzarono lei cominciò a recuperare pinze mollette e falli dal mio corpo poi mi prese per mano e mi portò nella doccia dove lui ci seguii; si appoggiò in piedi alla parete della doccia aprendosi la micia mi ordinò di leccarla e dopo pochissimo cominciò ad urinarmi in bocca e sulla faccia mentre dietro le spalle il suo lui mi pisciava sulla testa e sul corpo.
Finito di urinare lei si fece leccare ancora poi andò nell’altra stanza a vestirsi lui la imitò poi pagò il prof. e dopo pochi minuti erano andati.
Il padrone mi lavò e asciugò poi prese e mi scopò velocemente concludendo con una grossa sborrata nella mia bocca si fece pulire e mi mandò casa.
Era stata la mia consacrazione come puttana avevo compiuto da poco 17 anni e potevo dire di aver già goduto della parte più sporca e trasgressiva della mia sessualità i capezzoli e le labbra della micia doloranti mi ricordavano, mentre tornavo a casa, quanto piacere si può trarre dal dolore e dall’umiliazione.
Questo articolo è stato scritto da: chiara
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