fantasia… speriamo realtà 2

Io non avevo voglia di rispondere, anche perché la paura della “sola” si faceva sempre più pressante essendo ormai le 19,27 e gli risposi, non so bene neppure io perché di no, sottolineai la mia risposta domandando il conto e alzandomi.
La mia frustrazione era evidente, non avevo toccato neppure il secondo caffè e gia volevo andare via sconfitto, ma il cameriere mi apostrofo sornione:
“”””siediti Sandro, Carla sta per arrivare anzi, mi ha incaricato di porgerti le sue scuse per l’attesa””””
Lo guardai meglio e lo riconobbi, era Giulio e una frazione di secondo dopo vidi Carla uscire da dietro il bancone e dirigersi verso il mio tavolo.
Era un’possibilità che non avevo preso in considerazione, il bar dell’appuntamento era il loro, e avevano giocato con me facendomi attendere quasi mezz’ora.
Non sapevo se arrabbiarmi o no ma incrociando gli occhi della donna decisi subito per il no.
Non era bella, era una donna fuori dal comune ma non bellissima, il suo viso era forse troppo irregolare, i capelli corti davano un senso di mascolinità e la sua bocca, non m’incuteva particolare eccitazione, i suoi occhi erano la parte migliore, di un azzurro chiaro lasciavano trasparire la gioia di vivere, al momento era seria quasi impettita, ma i suoi occhi avevano un qualcosa di sarcastico che mi facevano notare come si divertiva per la situazione che si era creata. Il corpo era ben messo, era alta attorno al 1,70 cosce sode e tornite, sicuramente faceva, a tempo perso, attività fisica, fasciate da un jeans nero, non grassa ma neppure magra aveva i kg ben sistemati, il pullover color indaco sottolineava un seno abbastanza florido.
Si avvicinava con passo sicuro ed appena arrivò mi saluto cordialmente.
“””ciao Sandro scusa per l’attesa, ma sai il lavoro viene prima di tutto””””
Sottolineo le parole con un sorriso sarcastico e continuo abbassando la voce, e avvicinandosi al mio orecchio:
“””e poi la situazione da noi fantasticata val bene un pò d’attesa””””
Il suo profumo m’inebrio, o per meglio dire l’odore della sua pelle m’inebrio, ero probabilmente gia predisposto, ma l’avere vicina la donna con cui avevo chattato e avevo confessato i miei più reconditi desideri, mi fece passare immediatamente l’arrabbiatura.
Nel frattempo Giulio si scuso e si allontano per far pagare gli ultimi clienti, Carla si accomodo e mi disse se avevo voglia di qualcos’altro, feci di no con la testa e lei mi apostrofo di un:
“”””cos’e’ non parli la lingua la tieni per altro?””””
Mi colpi per il modo che aveva di fare delle battute sottili ma allo stesso tempo taglienti, doveva essere una bella donna e non solo fisicamente.
Senti un rumore, Giulio dopo che erano andati via gli ultimi clienti stava abbassando la saracinesca e si diresse verso il nostro tavolo, portando tre birre gia aperte, si accomodo accanto a noi e disse:
“”””ah finalmente un po’ di tranquillità””””
Carla sottolineo il pensiero del marito, levandosi le scarpe e slacciandosi la camicia di qualche bottone, lo fece in maniera accorta e sicuramente volontariamente slaccio un bottone in più facendo maliziosamente apparire il bianco latte del suo seno.
Feci finta di niente, e mentalmente mi dicevo che non potevo essere più fortunato, iniziammo a sorseggiare la birra ghiacciata e a parlare del più e del meno.
Il tempo sembrava volare, stare con la nuova coppia d’amici non mi pesava per nulla, erano vivaci e intelligenti e la conversazione assumeva una brillantezza abbastanza piacevole, non pensavo a nulla e tanto meno pensavo alla mia donna lasciata poche ore prima con una banale scusa.
La chiacchierata prosegui amichevolmente, tutti e tre ci studiavamo, io guardavo soprattutto Carla, i suoi occhi magnetici mi attiravano come una calamita dinanzi a un pezzo di ferro, non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso, e mentre dalla mia bocca uscivano frasi di circostanza la mia mente non poteva allontanarsi dal fatto che probabilmente tra qualche ora quella donna mi avrebbe posseduto. Ogni tanto i miei occhi fugacemente, guardavano Giulio, più di una volta i nostri sguardi s’incrociarono, sentivo che era contento e mi parve di capire che la sua contentezza non era legata solamente al mero soddisfacimento sessuale, probabilmente la situazione lo attirava e tra me e me mi ritrovai a pensare che avrebbe attirato qualsiasi uomo la cui prospettiva a breve termine era quella di vedere un altro uomo tra le proprie gambe mentre la sua donna se lo inculava.
Anche per me la situazione era abbastanza controversa, da una parte due paure mi attanagliavano la prima era comune a tutti i traditori ed era quella di essere scoperta la seconda molto più ingombrante era quella di non riuscire a soddisfare completamente la coppia d’amici che mi stava davanti, non sapevo come avrei reagito e soprattutto non sapevo se sarei stato tanto in gamba da soddisfare entrambi, mi sarebbe piaciuto aver gia l’esperienza giusta per stare in un bozzolo di tranquillità, ma tra me e me mi dicevo che essere inesperti a volte e’ ancor più entusiasmante, e d’altronde avrei soddisfatto da lì a poco la mia curiosità.
Carla interruppe bruscamente i miei pensieri, la sua voce attirò la mia attenzione:
“””Sandro che stai pensando??””””
Non ebbi paura ad aprire la mia mente e a confidar loro i miei pensieri, lei mi guardava e annuiva, alla fine m’incoraggio raccontandomi come la loro prima avventura in questo magnifico gioco era stata disastrosa, il singolo da loro contattati era stato volgare, pensava solamente a fare una scopata nuova e non li attiro per nulla cerebralmente, continuo dicendomi anche, che per loro questo aspetto rivestiva la massima importanza, non potevano limitarsi ad un mero atto fisico cercavano coinvolgimento e questo li aveva portati a sospendere temporaneamente il gioco, lei stessa mi disse di come fecero l’ultimo tentativo, un paio d’anni fa e soprattutto mi confesso che da quella volta la loro ricerca del piacere aveva sempre fatto passettini molto piccoli in avanti, facendogli assaporare a volte, quel godimento fisico-psicologico che era difficile da far capire a parole.
Il tempo passava e nessuno dei tre si decideva a fare il passo che ci avrebbe fatto superare definitivamente il confine dell’amicizia per trasportarci in quello molto più coinvolgente dell’erotismo.
Alla fine la stessa Carla decise di salire di sopra, abitavano al piano superiore, perché, si giustifico voleva farsi una doccia per rilassarsi.
Giulio ed io la seguimmo e dopo una lunga rampa di scale arrivammo nella loro casa privata, l’appartamento era bello ed elegante non aveva nulla da invidiare alle case viste sui giornali, dava l’impressione di essere stato arredato da poco e con buon gusto, lasciava trasparire molto anche della personalità dei padroni di casa, alcune pareti erano dipinte d’arancio e svelavano allegria e voglia di vivere.
Carla si allontano scusandosi, io e Giulio stappammo l’ennesima birra della serata, sorseggiandola vuoi per l’alcool vuoi per la conoscenza che si stava facendo sempre di più approfondita, le inibizioni cadevano e ci ritrovammo a far discorsi da caserma.
Confessai a lui, uno sconosciuto, come mi sarebbe piaciuto vedere la mia donna impegnata in performance sessuali con un altro uomo, gli raccontai di quanta soddisfazione provai quella volta che aveva acconsentito di incontrare un’altra coppia conosciuta su internet, e di quanta grossa fosse stata la mia delusione quando lei si era ritirata subito dopo le prime carezze, non gli perdonavo quella che io vedevo come una fuga, allora avevo pensato che lo avesse fatto per umiliarmi ma discussioni avute in seguito mi fecero capire la vera ragione.
Paradossalmente, infatti, era la mia ottima risposta tra le lenzuola ad inibirla, lei aveva da me il massimo e non aveva ne forza psicologica ne la voglia di esplorare nuovi confini.
A sua volta, Giulio, si ritrovo a parlare della sua donna, mi disse di come si eccitasse quando la vedeva a cosce larghe che godeva della lingua di un’amica o di un amico mi raccontò ancora della soddisfazione provata quella volta che dopo essersi eccitati facendo foto all’aperto lei stessa aveva scelto un uomo da eccitare, mi disse di come fece godere quello sconosciuto, dietro la staccionata di una chiesa.
Mi eccitò raccontando nei particolari il pompino che Carla aveva fatto, e si soffermò sul suo stato d’animo.
In quell’occasione, infatti, la paura di essere scoperti faceva il paio con l’eccitazione di vedere la propria donna nelle vesti di una puttana da strada intenta a guadagnarsi lo stipendio, mi disse ancora di come si ricordava della faccia di quell’uomo che incapace di credere alla propria fortuna aveva goduto guardandolo dritto negli occhi, mi disse che ancor oggi non riusciva a capire se quello sguardo era di commiserazione, o d’invidia.
Eravamo presi dai nostri discorsi e non c’eravamo accorti di lei, non sapevamo da quanto era lì ma all’improvviso mentre stavamo riprendendo fiato sentimmo la sua voce:
“”””mio marito stasera e’ perso nei ricordi?””””
Mi voltai all’improvviso e la vidi, stava li, in piedi, al centro della porta che collegava la zona giorno con la zona notte, si era cambiata e una vestaglia nera cingeva il suo corpo, aveva sciolto i capelli e i suoi occhi risaltavano ancor di più al centro del suo viso, era a piedi nudi e il biancore dei suoi piedi prevaleva rispetto al colore dell’abbigliamento, ci guardava e sorrideva, pendevo dalle sue labbra e lei se ne stava lì tranquilla, non aveva fretta e da questo si capiva come aveva intenzione di impostare la serata.
Dopo qualche minuto di silenzio, iniziò ad avvicinarsi, lo fece con studiata lentezza, camminava tranquillamente e facendolo metteva in mostra le bianche cosce, io non sapevo cosa fare, avevo accettato ormai la sua regia e aspettavo eccitandomi ancor di più, caso mai ciò fosse possibile.
Nella stanza non volava una mosca io per un motivo, Giulio per un altro attendevamo gli eventi, Carla ci sfilo innanzi e si diressi verso il mobiletto del bar si verso da bere e poi sempre lentamente si avvio verso l’impianto stereo, lo accese e una tenue musica spezzo il silenzio.
Attese ancora qualche minuto poi forse stanca dalla mancanza d’iniziativa da parte nostra si avvicino al marito, non disse una parola, lo prese per le mani e lo avvicino a lei, e……. iniziarono a ballare, io li guardavo estasiato guardavo quei due corpi conosciuti da poche ore, li guardavo con attenzione quasi volevo imprimermi tutti i particolari nella mente forse spaventato di vivere un bel sogno.
Come al pomeriggio nel bar anche adesso non riuscivo a staccare gli occhi dal corpo della donna, era lei che mi attirava di più, l’uomo per me era un corollario sessuale, era un cazzo da adorare per permettere un’umiliazione che doveva trovare il suo culmine per mano di quella donna.
La guardavo volteggiare con calma, le facce non si erano avvicinate neanche di un centimetro, non c’era erotismo in quel ballo anche se la trasgressione pervadeva tutta la stanza, era la situazione ad essere trasgressiva non ciò che i miei occhi vedevano.
Passarono altri minuti, io continuavo a guardarli e loro continuavano a ballare, era come se io non fossi in quella stanza era come se in quel momento si fossero dimenticati di me.
Ballavano con calma erano fuori ritmo ma a loro credo non importava niente era il prologo di una situazione che stava nascendo e non c’erano giurie, se non quella dell’eccitazione, da soddisfare.
Improvvisamente Carla lascio Giulio, e si diresse verso di me, era arrivato il mio turno voleva sentire il mio corpo vicino al suo, il marito doveva essere avvezzo a queste situazioni, non disse nulla e si diresse verso il mobile bar, si verso da bere e resto a guardare sua moglie seminuda che si abbassava su uno sconosciuto e con gli stessi gesti che aveva usato con lui pochi minuti prima lo attirava a se. Mi alzai contento di porre fine all’inattività a cui mi avevano relegato negli ultimi minuti, mi lasciai trasportare dalle mani della donna, era una mia impressione ma ebbi l’impressione che mi attirava a se più vicino rispetto a quanto aveva fatto, prima con il marito, il mio viso era a pochi centimetri dalla sua testa e potevo assaporare la fragranza dei suoi capelli, i nostri corpi erano uniti, il suo seno spingeva contro il sottile tessuto della mia camicia, sentivo i suoi capezzoli sodi come due piccoli aghi sul mio petto, le sue cosce emanavano un calore intenso, testimoniando che l’eccitazione aveva fatto presa anche su di lei. Andammo avanti qualche minuto, anche noi lentamente come prima con Giulio, la nostra mente aveva tralasciato tutto ciò che succedeva nella stanza, eravamo soli a godere del calore e del fremito del corpo che avevamo di fronte. Poi sempre improvvisamente Carla spezzo l’incantesimo, non disse neppure questa volta una parola si stacco semplicemente da me e mi lascio a galleggiare sulle note che accompagnavano i nostri pensieri. Si diresse verso Giulio e senza dire una parola lo bacio, un bacio vibrante e passionale, si vedeva che cercava il modo di scaricare in parte l’eccitazione di quella prima parte della serata, vedevo le lingue incrociarsi e le labbra chiudersi cercando di succhiare la saliva del partner, era sempre la donna a condurre i giochi, le sue labbra si allontanavano da quelle del marito lasciandolo per qualche secondo in balia del vuoto, per poi riavvicinarsi e dedicarsi con passione a quello che e’ fin dall’antichità il primo approccio sessuale, fu un bacio nella sua semplicità eccitante, che durò qualche minuto, alla fine lei si volto e si diresse verso di me e anche alle mie labbra dedico lo stesso trattamento, era la prima volta anche per noi che ci toccavamo con passionalità, e mentre la mia lingua esplorava la bocca di Giulia iniziai a metabolizzare il modo di fare della donna, mi metteva sullo stesso piano del marito facendomi provare le stesse emozioni e riservando al mio corpo lo stesso trattamento di quelle provate dal suo partner abituale, questo modo di fare m’inorgogliva e mi fece pensare con più attenzione al profilo psicologico della mia nuova amica, anche lei doveva sentirsi un corpo in attesa di essere soddisfatto, anche lei doveva avere una passione che esternava sfruttando due uomini e tentando di trarre da loro il massimo soddisfacimento, all’improvviso afferrai il piacere che doveva provare, riuscì a capire che probabilmente la donna era troppo passionale per riuscire ad essere appagata solo da un uomo e cercava queste situazioni per riuscire a scaricarsi sessualmente, e trovare la massima gratificazione. Il bacio anche per me durò qualche minuto, sentivo i suoi denti chiudersi sulle mie labbra in modo delicato ma deciso, sentivo la sua lingua dentro di me, e avvertivo il sapore delle sua saliva che si univa alla mia, poi all’improvviso come per il marito pochi minuti prima, la donna mise fine a quel gioco e stacco la sua bocca dalla mia. Mi lasciò lì accanto al suo uomo e fece qualche passo verso il centro della stanza, la musica faceva sempre da sottofondo ai nostri pensieri e lei sulle note semplici di un assolo di jazz inizio a ballare sinuosamente per noi. Era brava, l’impressione era quella di una donna abituata a fare ciò che stava facendo e valeva a dire farsi desiderare da due uomini eccitati, i suoi passi di danza solitaria erano tesi a mettere in risalto il suo corpo, i suoi movimenti evidenziavano i suoi muscoli allenati, la sua pelle bianca faceva sapientemente capolino dalle maglie del tessuto che in parte la copriva, la sua testa si muoveva sulle note facendo ondeggiare i suoi lunghi capelli, mentre i suoi bellissimi occhi cercavano i nostri e ci facevano capire quale soddisfazione stesse provando. << continua >>



Questo articolo è stato scritto da: sami
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