fantasia… speriamo realtà 3

Pian piano cadde la vestaglia, e i nostri occhi si deliziarono di quel corpo, seminudo che danzava per noi, la pelle della donna iniziava ad essere lucida per quella sottile patina di sudore formatasi in seguito all’attività fisica, i suoi seni sodi ballonzolavano sui movimenti del corpo che tentava di seguire le note musicali, il culo sodo, coperto solo da un sottile filo, s’induriva a secondo delle posizioni scelte dalla femmina, e le cosce bianche latte si tendevano assecondando i movimenti che si facevano via via più libidinosi. Lentamente, sempre danzando la donna si avvicino a noi, girava attorno ai maschi che da lì a poco l’avrebbero soddisfatta, i giri si facevano sempre più serrati e alla fine si fermo, lo fece mentre era a qualche passo dal marito, sempre con studiata lentezza si avvicino a lui. Il maschio rimase immobile, sicuramente gia sapeva cosa sarebbe successo, per me invece la sorpresa era totale e ancora una volta mi ritrovai ad assaporare ogni secondo di quella situazione tante volte sognata. La donna s’inginocchio dinanzi al suo maschio e gli sbottono la patta dei pantaloni, liberando un cazzo gia baciato da un’erezione corposa, io ero a qualche passo di distanza e vedevo la scena, vedevo l’arnese dell’uomo teso che puntava sulla faccia della donna seminuda, inginocchiata a pochi centimetri da lui. Lei sapeva cosa voleva e lentamente avvicino la sua lingua alla cappella del membro maschile, perse qualche secondo a titillare il buchetto e poi inizio a leccare l’asta con vigore, vedevo la sua lingua che si muoveva dall’alto verso il basso, con passione, notavo alla luce artificiale delle lampade, i sottili fili di saliva che si allungavano su cazzo dell’uomo, la leccata continuo coinvolgendo sempre più porzione di carne, dopo qualche minuto infatti la lingua della donna arrivava sino alla base inferiore del pene per poi risalire lentamente sino alla cappella, evitava di imboccarlo completamente e si concentrava solamente a leccare, come se dinanzi avesse un gelato. Questo gioco continuo per due o tre minuti, poi la donna si stacco dall’uomo e si diresse verso di me. Segui la stessa scena, Giulia s’inginocchio a qualche cm dal mio corpo perse qualche secondo ad armeggiare con i bottoni del mio jens e liberò il mio cazzo che ormai stava in perenne erezione. Mi ritrovai a seguire un film visto qualche secondo prima con l’unica differenza che adesso l’attore principale ero io, la donna mi guardo dal basso con i suoi occhi grandi e lessi nel suo viso un gradimento difficile da ritrovare in altre situazioni, sapeva di essere una bella donna e sapeva di avermi eccitato, capiva che adesso pendevo dalle proprie labbra e che volevo che quelle labbra riservassero a me lo stesso trattamento fatto al suo uomo, comprendeva l’eccitazione che aveva instillato nel mio corpo e che solo lei poteva lenire, e lo fece. Si avvicino lentissimamente al mio uccello e inizio baciando delicatamente la cappella, i miei sensi avvertivano la sua bocca umida di saliva che dispensava baci sul membro eretto, a differenza di ciò che aveva fatto al marito, si concentro sui baci, lentamente staccava le labbra per riporle su una parte di carne differente, lasciava per qualche secondo la bocca appoggiata sulla carne del mio membro, e questo permetteva alla mia testa di realizzare il contatto caldo, per poi compiere la stessa operazione, pareva non stancarsi e ripeteva gli stessi gesti all’infinito, amplificando ancor di più le mie sensazioni, non riuscì a contare quante volte bacio la mia asta, ricordo solamente il turbamento che quella donna riusciva ad instillare nel mio animo, la vedevo li inginocchiata tra le mie gambe che baciava il mio cazzo duro, come se fosse la cosa più bella al mondo, sentivo crescere dentro di me un orgasmo travolgente ma volevo allo stesso tempo evitarlo, dopo non so quanto tempo la donna decise che era giunta l’ora di smettere e dando una leccata generale e libidinosa per tutto il pene si alzo. Solo allora mi accorsi che Giulio nel frattempo si era spogliato, l’uomo aveva sfruttato quei minuti in cui la propria donna era impegnata con uno sconosciuto per denudarsi completamente e adesso se ne stava vicino con un’erezione imponente, come al solito non sapevo cosa sarebbe successo e cosa la donna avesse in serbo per me, ma lei aveva le idee chiare e in maniera naturale si diresse verso il divano, era lei adesso che voleva qualche attenzione, mi diedero nuovamente l’impressione che i due sapevano cosa fare, vuoi perché rivivevano situazioni non nuove, vuoi perché si erano messi d’accordo prima. Giulia si accomodo sul divano mentre Carlo si avvicino a lei e s’inginocchio dinanzi alle sue cosce. La visione, per i miei occhi era paradisiaca, il corpo della donna nudo, ad eccezione del sottile perizoma, si stagliava, sul divano scuro, il suo sguardo era perso nelle nebbie dell’erotismo, i suoi occhi guardavano frementi il cazzo del marito, la sua espressione implorava il piacere, per contro l’uomo nudo faceva risaltare il membro eretto che puntava verso la figa della donna desiderosa di essere penetrata. Giulio non aveva però questa intenzione, si avvicino anch’egli molto lentamente e dopo averle sfilato l’ultimo lembo di tessuto inizio a leccare il suo corpo. Fu la lingua dell’uomo a sondare questa volta le intimità della moglie, inizio leccandole l’interno delle cosce, anche lui si muoveva con studiata lentezza, la sua lingua si avvicinava alle grandi labbra carnose sfiorandole ma senza accostarsi alla fessura grondante d’umori, la donna gemeva articolando in rochi monosillabi il desiderio ardente di avere la lingua tra la sua figa, il marito pero sapeva il fatto suo e voleva portarla, caso mai ce ne fosse bisogno ad eccitarsi ancor di più. Io ero li come ipnotizzato da quella scena che si svolgeva dinanzi ai miei occhi, ero ancora vestito, con il cazzo la cui erezione non diminuiva, che fuoriusciva dai miei pantaloni, il mio stato d’animo era trasportato dalle emozioni intense di quella serata che però dovevano ancora amplificarsi da li a poco, sentivo i gemiti della donna, avvertivo i rumori dell’uomo intento a passare la lingua su quel corpo femminile, e non riuscivo a risvegliarmi, stetti qualche minuto li, come inebito dalla favola che stavo vivendo, poi all’improvviso mi diedi dello scemo, dovevo prendere l’iniziativa, non ero abituato a far trascorrere passivamente le situazioni della mia vita e anche quella sera volevo partecipare a quella che era la mia migliore storia sessuale. Mi spogliai velocemente e mi avvicinai anch’io alla donna, nel frattempo la figura dinanzi ai miei occhi si era leggermente modificata, Giulio si era avvicinato ancor di più, e la sua lingua stazionava permanentemente vicino la vagina della moglie, Carla aveva alzato una gamba e aveva appoggiata la stessa sulla spalla dell’uomo, con le mani teneva la sua testa, forzandolo ad avvicinarsi ancor di più, vicino la spaccatura che aveva tra le cosce, io mi avvicinai a loro e m’inginocchiai sul divano di traverso, dedicai le mie attenzioni al seno della donna, l’aureola bruna faceva risaltare i capezzoli, anche quest’ultimi erano perennemente eretti e indicavano alla mia lingua il bersaglio da colpire, iniziai a leccare la parte esterna mordicchiando leggermente la bianca carne, un sussulto della donna mi fece capire che non restava insensibile alle mie attenzioni, e piano piano arrivai alla parte centrale della mammella, iniziai a succhiare il capezzolo, imprimevo una forza crescente per poi abbandonare la presa e dedicarmi alla parte inferiore del seno, lasciando alla donna il tempo di riprendersi, vidi che anche Giulio stava usando la mia stessa tecnica, con la coda dell’occhio osservai la sua lingua che si posizionava all’interno della figa della moglie, una veloce slinguata e poi fuoriusciva per mordicchiare le grandi labbra o l’interno della coscia, sarei voluto essere al suo posto ma i due non sembrava avessero intenzione di cambiare la posizione che avevano assunto. Non avevo idea di quanto la femmina a cui dedicavamo le nostre attenzioni sarebbe riuscita a resistere e credevo che l’orgasmo per lei fosse imminente. Mi stupì ancora una volta, Carla, infatti, improvvisamente disse:
“”””basta ho voglia di giocare ancora”””” e agilmente si svincolo dalle nostre attenzioni.
Era la prima frase che sentivo da quando la donna aveva dato il via ai nostri giochi erotici, non so più quanto tempo era passato, la sua voce mi colpi nuovamente come un maglio, rispetto all’ultima volta che l’avevo sentita il suo tono era molto più roco e l’eccitazione era tangibile dal timbro del suono emesso da quella bocca che tanto piacere mi aveva donato poco prima. Giulia si alzo e mi spinse sul divano a sua volta s’inginocchio tra le mie cosce e inizio questa volta un pompino vero e proprio, vedevo la mia asta scomparire tra la bocca di quella femmina voluttuosa, per riemergere bagnata e vibrante, era un pompino lento e minuzioso la donna stava dando il meglio di se, vedevo la sua testa andare giù per poi risalire con lentezza, all’apice della corsa i suoi occhi incrociavano i miei e notavo il suo sguardo che si era trasformato in quello di un’animale i cui unici istinti erano carnali, all’improvviso entrò nel mio campo visivo anche Giulio, anche lui aveva preso posto accanto alla moglie e si era avvicinato al mio cazzo come a voler guardare meglio la bocca della moglie impegnata a pompare uno sconosciuto, ma non era cosi voleva anche lui la sua parte di piacere e con fare deciso scosto la moglie per dedicarsi personalmente al mio uccello, era la prima volta in assoluto che vedevo un uomo tra le mie gambe e soprattutto che vedevo un uomo che pompava il mio uccello, anche Giulio era bravo, non ebbe un attimo d’indecisione e imbocco il mio cazzo con una voracità da fare invidia alle puttane nigeriane, la sua era un’azione più veloce, rispetto a quella della moglie, vedevo la sua bocca andare su e giù, rispetto alla consorte si dedicava meno ai particolari, ma eseguiva un’azione meccanica degna pero di una troia ben navigata, non si fermava a leccare alcunché, pompava velocemente e con maestria ed ero sicuro che ci sarebbero voluti pochi colpi per farmi godere nella sua bocca, Giulia dovette leggere bene la situazione, perché posizionò una mano sulla spalla dell’uomo e lo fermò appena in tempo, dedico un bacio al suo uomo accompagnato da un bravo d’incoraggiamento e lo spinse a sua volta sul divano accanto a me, si posiziono nuovamente in ginocchio e dedico adesso a lui il pompino che poco prima aveva effettuato a me, la vedevo accanto a me impegnata a scopare con la bocca il suo uomo, potevo notare ancora una volta l’ardore che metteva nell’azione, la sua bocca ingoiava completamente il pene dell’uomo le sue mani si erano posizionate sotto le cosce del marito, quando le sue labbra arrivavano alla base della cappella le mani imprimevano una spinta come a farsi calare ancor di più in gola l’uccello dell’uomo, il pompino durò qualche minuto, alla fine la donna si alzò e guardandomi dritto negli occhi mi disse
“”””a te Sandro, questo e’ il tuo battessimo da troia”””
Mi sentì morire, ero davanti ad un bivio importante, dovevo scegliere la strada da percorrere e lo dovevo fare in fretta, quattro occhi mi guardavano ed adesso erano loro che pendevano dalle mie labbra, io mi sentivo una confusione tremenda addosso, stavo per coronare il mio sogno ma allo stesso tempo dovevo superare uno schema che mi vedeva nei panni di maschio virile e forte, sapevo, infatti, che questo stereotipo sarebbe decaduto nello stesso momento in cui avrei deciso di assoggettarmi alle voglie dell’uomo che mi stava davanti, ero consapevole che potevo scegliere la strada comoda della fuga, ma dentro di me sentivo crescere la voglia di sperimentare cosa significava avere un organo maschile tra le mie labbra, non sapevo quali sensazioni avrei provato da lì a poco ma avevo deciso in quei pochi secondi che avrei percorso quella via che si profilava davanti ai miei occhi.  << continua >>



Questo articolo è stato scritto da: sami
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