fantasia… speriamo realtà 4 (capitolo finale)

Mi alzai velocemente e nei pochi passi che mi separavano da Giulio analizzai di essere su quella soglia in cui tanti maschi fuggivano per paura, io non avevo intenzione di farlo e presi posto tra le cosce del maschio che sarebbe stato il mio primo maschio. Iniziai a leccare lentamente le gambe dell’uomo, assaporavo ogni centimetro di pelle tentando di contrapporre le sensazioni provate in tanti anni d’uguali gesti fatti sul corpo di una donna, la carne fremente sotto la mia lingua era sicuramente più aspra ma il piacere di sentire un corpo sussultare era lo stesso. Mi avvicinai sempre di più all’asta e feci uno sforzo per ricordare in quale parte io stesso ricevevo maggiore piacere, mi attardai con la lingua sullo scroto, leccando minuziosamente ogni centimetro della carne dell’uomo, tentavo nel mio inconscio di assaporare tutte le sensazioni o forse tentavo di allungare il tempo che mi separava dal mio primo pompino. Iniziai a mordicchiare il sacco dei testicoli, alternativamente rivolgevo le mie attenzioni ad entrambi i coglioni dell’uomo, iniziai a prenderci gusto e mi dilettai a succhiare quei sacchi che contenevano la virilità maschile, piano piano lavorai di lingua alla base dell’asta, feci diverse rotazioni per poi salire lentamente e mettere la mia lingua sulla cappella dalla quale emergeva qualche goccia di sperma, presi un respiro profondo e lo feci, imboccai quel cazzo duro e nodoso gustando soprattutto sotto il livello psicologico la mia prima pompa. Mentalmente era una situazione molto forte io stavo lì inginocchiato tra le cosce di un uomo sconosciuto a succhiargli la cappella umida, stavo provando le stesse sensazioni sperimentate da una donna, mentre accarezzavo con la lingua ogni centimetro di quella carne rovente. Mi stupì con me stesso della naturalezza con cui la mia bocca lavorava attorno il glande impregnato dalla mia stessa saliva, tenevo a fare bella figura e a sentire i gemiti dell’uomo la stavo facendo, ero posizionato alla pecorina, il mio culo esposto e il mio cazzo teso tra le gambe, mentre con la mia bocca baciavo il terminale nervoso di una persona del mio stesso sesso, stavo entrando a pieno diritto nel mondo della bisessualità, esplorando piaceri fino a quel momento sconosciuti, mi resi conto che ero felice di questo. Ero concentrato su ciò che stavo facendo, i miei pensieri erano tesi solamente a far lavorare la mia lingua e la mia bocca in sincronia su quella verga, mi ero estraniato dal mondo non avevo altri intenti se non quello di pompare piacevolmente l’uomo che stava comodamente seduto sul divano. Mi ero dimenticato persino della donna che aveva reso possibile tutto ciò, in quel preciso momento in quella stanza per me c’erano solo due maschi e uno di questi era intento a godere della mia bocca. Trasalii, infatti, quando senti una mano che accarezzava le mie chiappe esposte, ebbi qualche secondo d’indecisione prima di ricordarmi che non eravamo soli nella stanza, Giulia, infatti, si era sistemata dietro di me e in maniera delicata aveva iniziato ad accarezzarmi le natiche che si ergevano alla sua vista, le sensazioni si amplificarono all’improvviso e come per incanto mi ricordai che ancora dovevo superare la prova più impegnativa, non mi persi d’animo e continuai a pompare l’uomo, non sapevo cosa aveva intenzione di fare la donna ma mi fidavo ciecamente di lei, sentivo le sue mani sulla mia schiena, le sue unghie graffiavano delicatamente la mia pelle dandomi ancora una volta sensazioni sconosciute, le sue dita esploravano la mia carne soffermandosi sempre di più sul mio culo e dividendo i miei pensieri tra il pompino che stavo facendo e ciò che di lì a poco mi sarebbe successo, dopo qualche secondo senti che Giulia aveva cambiato tecnica, adesso era la sua lingua a soffermarsi lentamente sulla mia schiena, iniziava dalla parte superiore della spalla per poi finire all’attaccatura dei glutei, non sapevo neppure io cosa mi stava succedendo non riuscivo a tenere la concentrazione in ciò che stavo facendo all’uomo, perché desideravo che la donna osasse di più, ma lei sapeva ciò che faceva, la sua lingua disegnava disegni impossibili da vedere e le sue mani si muovevano veloci, trasali nuovamente appena senti le sue dita muoversi in prossimità del mio buchino, le sue mani giocavano delicatamente tentando di allargare il muscolo del retto, mentre ero impegnato a pompare il suo uomo, lei stava agendo per dare vita al mio sogno, senti un dito allargare il mio orifizio anale, senti una crema ghiacciata che era spalmata attorno al buco che da li a poco sarebbe stato usato, e poi delicatamente avverti la sensazione di un attrezzo che si posizionava sulla mia cavità, sapevo cosa stava per succedere e automaticamente strinsi le chiappe, aspettavo il colpo che avrebbe rapito la mia verginità anale, ma Giulia aveva capito che ero troppo teso e rallento, lasciò l’aggeggio che mi avrebbe sodomizzato in prossimità dell’orifizio ma evito di forzare il buchetto, passavano i secondi io ero li teso non pompavo più l’uomo, mantenevo il suo pene nella mia bocca, ma la mia attenzione era riposta a ciò che succedeva dietro di me, Giulia continuava ad accarezzare la mia schiena ma non sembrava avesse intenzione di forzare i tempi aspettava un mio rilassamento, e piano piano lo feci, scordai il mio culo per concentrarmi nuovamente sul pene che avevo davanti iniziai nuovamente un lento va e vieni sull’asta turgida, concentrandomi sulla mia bocca, lei attendeva questo, lentamente mi penetrò, sentivo i muscoli allargarsi sotto la spinta lenta ma decisa della donna, avvertivo un dolore intenso ma sopportabile, e soprattutto sentivo i muscoli anali riempiti dalla plastica di forma cilindrica, mi concentrai sulla nuova situazione, era una sensazione bellissima, il mio corpo era riempito in ambedue le cavità disponibili, sentivo nella mia bocca il caldo pulsare del sangue nelle vene del cazzo che stavo pompando, mentre il mio culo era occupato dall’attrezzo manovrato con sapienza dalla donna, le sensazioni si amplificarono quando la donna inizio un regolare va e vieni, io stesso regolai la mia bocca sui movimenti del cazzo che stava inculandomi, in una sorta di trenino che iniziava dai movimenti della donna per finire all’asta dell’uomo. Le movenze dopo qualche secondo avevano preso un ritmo definito, la donna mi pompava con regolarità e alla fine anche il dolore iniziale era scomparso, mi rilassai assaporando le percezione che ricavavo dall’essere trattato come una troia, il mio culo esposto era usato, mentre la mia bocca era utilizzata da un membro maschile, il mio sogno si avverava e io stesso ero contento di aver fatto tutto il possibile per creare quella situazione. Non so quanto durò, ad un certo punto la donna inizio a pomparmi più velocemente sentivo le sue mani sui miei fianchi che imprimevano una spinta vigorosa, avvicinando il mio culo al suo corpo, questo movimento faceva si che la mia bocca scorreva sulla verga dell’uomo e la susseguente spinta inferta dalla donna mi rimandava in avanti facendo terminare la corsa sul cazzo teso, ero scopato divinamente, e divinamente stavo pompando l’uomo disteso sul divano. Mi resi conto che entrambi stavano per godere, il cazzo dell’uomo inizio a indurirsi ancor di più nella mia bocca e a pulsare per tutta la sua lunghezza, la donna ormai mi scopava con foga, mentre pensavo a come comportarmi in caso di eiaculazione di Carlo la donna si blocco un attimo, pensai che avesse goduto e invece la senti armeggiare vicino al mio culo, immediatamente dopo senti una vibrazione partire dalla base dell’attrezzo che stava sodomizzandomi per risalire su tutto il mio corpo, aveva acceso una sorta di vibratore e sentivo i muscoli anali sottoposti a quell’ennesima magnifica tortura, la cosa duro pochissimo, Giulia inferse una mezza dozzina di colpi per poi dare una spinta vigorosa ed emanare un urlo di godimento, all’unisono anche Carlo venne, ebbi il tempo di liberarmi del suo cazzo che copiosi getti di sperma fuoriuscirono dal suo pene, schizzando la mia faccia e le spalle, sentivo ancora dentro di me la vibrazione dello strap-on, anch’io ero alle soglie del godimento ma aspettavo le decisioni della donna che aveva appena finito di scoparmi, allo stesso momento sentivo il caldo sperma che gocciolava dalla mia faccia, ero come ipnotizzato, ebbi sentore che la donna spegneva l’aggeggio e con un colpo secco liberava il mio ano, avverti il rumore dell’aria che defluiva dal mio culo, senti le mani di Giulia che mi alzavano e mi giravano, vidi la donna con il cazzo finto tra le cosce, la guardai nel viso arrossato, lei si avvicino a me e baciandomi lecco via una parte dello sperma che il suo stesso marito aveva depositato sulla mia faccia, poi si avvicino al mio orecchio e disse:
“”””sei proprio una gran troia siediti adesso, tocca a te godere”””
Ero orgoglioso ma ancora eccitato, il mio cazzo aveva una erezione magnifica, il fatto di aver sostenuto, anche abbastanza bene a detta della donna, il mio battesimo da troia, aveva amplificato le mie sensazioni, oltre a darmi una soddisfazione fuori del comune, mi sentivo, infatti, di aver fatto una gran cosa soprattutto avvertivo l’appagamento per aver sconfitto il luogo comune che vede i maschi impegnati solo a dare e ricevere soddisfazione con una donna, avevo da sempre combattuto strenuamente per portare avanti l’idea che il soddisfacimento soprattutto sessuale poteva essere magnifico, indipendentemente da chi lo forniva e il sapere che un uomo fin allora etero, aveva provato contentezza nel pompare un altro uomo mentre veniva contemporaneamente inculato, non faceva alto che confermare questa mia tesi. Fino allora non avevo goduto nel senso tecnico del termine, l’eiaculazione, infatti, era stata smorzata più volte, il mio godimento era stato solamente mentale ed adesso pretendevo quello fisico, che da lì a poco i miei nuovi amici mi avrebbero fornito.Giulio nel frattempo si era alzato e io mi accomodai sul divano assumendo la stessa posizione che aveva l’uomo fino a pochi istanti prima. Mi accomodai più comodamente possibile, aspettando la prossima mossa della coppia, Carla si sfilo lo strap-on dalla vita, l’arnese che mi aveva sverginato poco prima, fu buttato con indifferenza a terra, e notai come lo strumento era fornito di un doppio pene, capi anche come aveva fatto la donna a raggiungere l’orgasmo, al cazzo finto, abbastanza lungo ma poco dotato in circonferenza, che mi aveva poc’anzi sodomizzato, faceva da contr’altare un altro pene molto dotato in circonferenza e abbastanza tozzo, entrambi erano collegati a vibratori indipendenti, assimilai immediatamente come per ogni colpo che la donna mi dava, corrispondeva lo stesso colpo all’interno della sua figa, in sostanza la donna mi aveva scopato, scopandosi allo stesso tempo, le sue sensazioni dovevano essere state amplificate dalla visione del mio culo offerto in primo piano mentre sullo sfondo vedeva proprio marito che mi scopava in bocca. Ma adesso era il mio turno, avevo un erezione abbastanza corposa, il culo mi doleva, ricordandomi cosa aveva subito pochi minuti prima, e contribuendo paradossalmente a rendere più consistente la mia eccitazione, ero ansioso di sapere come la coppia che avevo fatto godere qualche istante prima avesse intenzione di donarmi piacere e guardavo con attenzione i loro movimenti, la donna guardo per un attimo il marito e lo sguardo venne ricambiato dall’uomo, non ci furono parole ma mi sembro di avvertire solo un movimento degli occhi, non riuscì ad afferrare a pieno pero, se lei stesse facendogli capire qualcosa o chiedesse invece la sua autorizzazione, una frazione di secondo dopo Giulio fece un impercettibile senso d’assenso, la sua compagna allora si mosse verso di me e senza esitazione s’impalo sulla mia verga, i suoi movimenti furono lenti e misurati senti la sua figa grondante di umori, avvolgere il mio pene eretto, sentivo la carne calda fasciare la mia asta, la guardai negli occhi, e come gia era avvenuto in quella serata notai come questi fossero annacquati dall’eccitazione di quella serata in cui i nostri corpi avevano dato e ricevuto il massimo del piacere, una volta riempitasi la donna inizio a muoversi, i suoi gesti erano improntati sempre ad una lentezza esasperante, sentivo la sua vagina che scorreva su per ogni centimetro del mio uccello, il movimento continuava sin quando la mia cappella stava per fuoriuscire dal suo corpo per poi iniziare in senso contrario, quando la donna arrivava a farsi penetrare completamente, si fermava per qualche secondo per poi iniziare nuovamente il ciclo, io ero alle soglie dell’orgasmo, la serata carica di trasgressione mi aveva portato al limite ma la donna che avevo dinanzi non sembrava intenzionata a farmi superare il punto di non ritorno, vedevo il suo seno corposo assoggettarsi al movimento del suo corpo, vedevo il suo corpo nudo vicinissimo al mio, le mie mani accarezzavano la schiena della mia amica spingendosi sul suo culo, a volte stringevo le natiche lisce, un altro mio dito cercava la sua bocca per vedere da vicino gli stessi movimenti che poco prima erano toccati al mio cazzo, la donna non si fece pregare iniziando a leccare il dito offerto, forzai la sua bocca e ne ottenni che la femmina introdusse nella sua bocca il mio indice per iniziarlo a succhiare con passione, sentivo attorno al mio dito la sua lingua, che leccava voluttuosamente, mimando una sorta di pompino, l’altra mia mano nel frattempo aveva trovato il suo buchino posteriore, e senza tanti complimenti lo aveva forzato, sentivo con il dito che stava roteando dentro il suo corpo, il mio cazzo che penetrava la donna, solamente la sottile parete di carne che separava la figa dal culo li divideva, e ciò non faceva altro che accrescere la mia eccitazione e diminuire il tempo che mi separava dal mio orgasmo, a complicare la situazione intervenne anche Giulio, come poc’anzi era successo per la donna mi ero dimenticato completamente di lui, lo vidi disporsi alla mia destra vicinissimo al mio corpo, si avvicino con la faccia e comincio a leccare la mia carne, sentivo e vedevo la sua lingua soffermarsi sulle mie cosce, leccare i miei fianchi, lo vidi salire cercando i miei capezzoli, la sua bocca si posiziono sulla mia aureola, mentre l’uomo iniziava a succhiarne il centro, la sua lingua dopo aver inumidito il mio capezzolo, lascio il posto ai suoi denti, questi si chiudevano stringendo una delle parti più erogene del mio corpo,e l’uomo dette il via ad una serie di morsi seguite da veloci succhiate. Io ero ormai al limite non avrei potuto resistere oltre, la donna dovette avvertire ciò perché improvvisamente si liberò, all’unisono anche il marito abbandono il mio corpo e mi lasciarono lì esausto con gli occhi imploranti per un godimento che ancora non avevo avuto. Il mio cazzo ormai era un fremito continuo, io avvicinai le mie mani ad esso con l’intenzione di farmi una veloce sega, ma Giulia mi blocco:
“”””meriti di più Sandro””””
E s’inginocchio nuovamente tra le mie cosce, il movimento fu imitato dal marito, adesso erano entrambi vicino il mio pene eretto, le mie gambe diedero loro spazio collocandosi una sulle spalle della donna e l’altra sulle spalle del marito, loro avvicinarono la faccia al mio cazzo ed iniziarono a slinguarlo, si muovevano in sinergia, memore sicuramente di altre esperienze analoghe, vedevo le loro lingue saettare attorno alla mia asta turgida, facevano veloci leccate, lasciando poi la continuazione al partner, tutto il mio pene conobbe le loro lingue, nessuna porzione di carne fu risparmiata, vedevo sia i testicoli che la cappella inumiditi dalla saliva lasciate dalle due lingue, appena notavano qualche goccia di sperma che si affacciava dal prepuzio, dedicavano immediatamente una leccata a raccogliere quel nettare biancastro che sottintendeva l’arrivo del mio piacere, io ero estasiato, mai ero riuscito a sopportare una serata di tale fattezze, e mi stupivo della mia resistenza nell’abbandonarmi all’orgasmo liberatorio, non so quanto durò so solamente che come una marea montante, il piacere arrivò, era la prima volta nella mia vita, che lo sentivo risalire dall’interno del mio corpo, senti un brivido che partì dal mio cazzo per risalire fino al cervello, ebbi l’impressione che tutto divenisse offuscato, i miei occhi inquadrarono i miei compagni che mi dedicavano le ultime leccate, guardai il mio pene che inizio a vibrare per tutta la sua lunghezza, mi resi conto che lo sperma stava risalendo su per esso ed osservai la calda crema biancastra fuoriuscire con un getto altissimo dal mio uccello, al primo getto ne seguirono altri e mentre la mia mente era annichilita dal piacere guardai marito e moglie che continuavano a leccare le mie palle, unendo al piacere che stavo provando anche una sorta di piacere visivo e tattile, ebbi coscienza di come gli schizzi avessero colpito prevalentemente la donna, e la vidi imperturbabile mentre qualche goccia le scivolava giù dal corpo. I due si attardarono ancora qualche secondo sulle mie palle, poi la donna si alzò, l’uomo invece si dedico ad una completa pulizia del mio pene che ormai stava perdendo vigore, si alzò anch’egli qualche secondo dopo, non prima di aver imboccato completamente per una veloce succhiata, il mio cazzo ormai moscio. Si guardarono entrambi negli occhi e lui prese per la prima volta l’iniziativa, si avvicino alla moglie e si chino sul suo seno, non facevo fatica a vedere che sulla carne campeggiava una grossa goccia di sperma, lui la lecco via e rialzandosi avvicino la bocca a quella della donna, un ultimo passionale bacio tra i due suggellò il piacere di quella sera, ho ancora negli occhi l’imaggine delle due labbra che staccandosi allungavano un sottile filo di saliva unita al mio sperma,.
Restammo esausti ognuno immerso nei suoi pensieri, fin quando Giulia non disse:
“”””esperienza da rifare eh??”””
Il suo tono faceva capire il piacere che aveva provato, io immediatamente risposi in maniera affermativa, e lo stesso fece Carlo un istante dopo.
Chiacchierammo un pò del più e del meno poi improvvisamente mi resi conto dell’ora, il mio rolex segnava le 00,57 era stata una serata lunga ed era ora di tornare a casa, chiesi loro se potevo fare una doccia, mi rivesti velocemente e dopo una stretta di mano all’uomo e una bacio sulle guance della donna li lasciai per andare via, i loro corpi giacevano ancora nudi, sul divano i loro occhi erano però vispi e arzilli quando mi salutarono, uscendo senti dire alla donna
“”””ho voglia di scoparti”””
La loro serata continuava.   



Questo articolo è stato scritto da: sami
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