Il compleanno di Angela
Il giorno del mio compleanno!!! Mi piace tantissimo festeggiarlo e ogni anno cerco di inventarmi sempre qualcosa di nuovo per renderlo speciale e a suo modo indimenticabile. Per quest’anno particolare poi ho chiesto a Michele -mio marito- di prepararmi una sorpresona perché non solo compio 34 anni ma ricorre anche l’anniversario del giorno in cui ci siamo fidanzati, 10 anni tondi tondi. Lui mi aveva chiesto già con un mese di anticipo se avessi gradito una sorpresa molto sensuale; io sulle prime non avevo detto né si né no, credevo volesse regalarmi un completino intimo particolare da indossare per poi far l’amore con quello, più arditamente una sera avevo pensato che volesse comprarmi un qualche attrezzo da utilizzare durante il rapporto. Non sapevo se dargli campo libero oppure no; sono una donna abbastanza aperta dal punto di vista sessuale, non mi scandalizza niente e non mi tiro indietro se lui mi chiede delle cose “particolari”, sempre nei limiti della giocosità e del piacere reciproco. Una sera che eravamo intenti a fare l’amore e lui mi prendeva con vigore sul divano del nostro soggiorno riuscì a strapparmi un si a questa sua richiesta; mi disse allora di lasciar organizzare tutto a lui e che avrei potuto rifiutare il suo regalo in qualunque momento avessi voluto. Non mi volle spiegare cosa significasse tutto ciò, mi disse solo che l’avrei capito a tempo debito e che, se avessi acconsentito ad accettarla fino in fondo, sarebbe stata la sorpresa più sensazionale della mia vita.
Ieri sera è arrivato il giorno fatidico. Ero curiosissima ma lui non ha voluto assolutamente anticiparmi niente. Mi ha portata in camera da letto e mi ha mostrato l’abbigliamento che aveva scelto per me: ovviamente calze autoreggenti bluette velate 8 den, piccolo reggiseno a balconcino nero con i merletti in pizzo e trasparente accoppiato ad uno slip che sembrava quasi un perizoma, delle stesse fattezze del reggiseno, camicia leggera di un azzurro tenue, come il cielo in primavera che mi aveva regalato l’anno scorso per Natale, gonna corta, quasi una mini, stretta ma non troppo, con leggero spacchetto dietro, di colore blu notte, scarpe decoltée con tacco sottile non troppo alto, circa 4 cm, quelle che metto per le occasioni particolari, tirate a lucido come fossero nuove. Ho pensato: stasera cena fuori e poi serata di sesso, magari in un albergo. Ma ero un po’ delusa dal regalo, mi aspettavo chissà che… invece poi………..
Con mia somma sorpresa mi portò al cinema, lo stesso cinema nel quale ci siamo scambiati il nostro primo bacio (e in seguito qualcosa di più di un bacio). Sapevo che quel cinema aveva chiuso e fosse diventato un circolo culturale o politico o non so cosa e infatti non c’era nessuno alla biglietteria; trovammo ad attenderci all’ingresso Aurelio il vecchio gestore, ora responsabile del circolo di cui ho appena detto che ci conosce dai tempi del nostro fidanzamento e con il quale abbiamo instaurato negli anni una affettuosa amicizia e compiuto diverse trasferte per le nostre vacanze estive. Ci siamo salutati ed abbracciati e mi ha detto che Michele gli aveva chiesto con tanta insistenza di riattivare per una sera la sala di proiezione per regalarmi una visione privata del mio film preferito “Always” di Steven Spielberg. Aurelio chiuse le porte esterne del cinema e diede la chiave a Michele e poi ci salutò, uscendo dalla porta di emergenza. La sala era già al buio e quasi a tentoni ci accomodammo nella prima fila del secondo ordine di posti, praticamente da dove si godeva la visuale migliore. Ero confusa ma anche delusa; mi aveva fatto vestire in maniera sexy per portarmi al cinema? Apprezzavo il gesto moltissimo ma avevo immaginato per la serata tutto un altro svolgimento!
Cominciò la proiezione. Mi rivolsi verso Michele e gli chiesi silenziosamente un bacio, che prontamente mi fu offerto. Mentre lo baciavo e giocavo con le dita tra i suoi capelli ho capito, o perlomeno ho creduto di capire, a cosa volesse arrivare Michele: ricreare le atmosfere dei nostri primi incontri erotici, palparci e baciarci come facevamo 10 anni prima in quello stesso cinema, magari, visto che eravamo soli, anche andare un po’ oltre. Accettai mentalmente l’idea mentre la mia lingua giocava con la sua e allungai una mano verso la patta dei suoi calzoni. Lui scostò la mia mano con mia somma sorpresa ma mi continuò a baciare con passione. La sua lingua cominciò a percorrere il mio collo mentre la sua mano si intrufolava nella mia camicetta e risi al ricordo che la prima volta che osò tanto ricevette in quello stesso cinema un pizzicotto sul braccio che restò impresso nella carne per giorni. Invece ora ribollivo dal desiderio che le sue mani osassero di più e cominciai a ringraziarlo mentalmente del regalo che mi stava facendo. Le sue dita si impossessarono del mio capezzolo sinistro mentre la sua lingua giocava con il lobo del mio orecchio. Disaccavallai le gambe per permettergli di potermi toccare ma non lo fece. Mi sussurrò invece all’orecchio: “Ricorda il patto, puoi rifiutare il regalo quando vuoi, però lasciati solo andare”. Non capivo perché avessi dovuto interrompere il nostro gioco che mi stava eccitando da morire, anzi avevo voglia di stringere nella mano il suo cazzo, che lui mi toccasse le cosce, le aprisse. Ma decisi di affidarmi a lui, alla sua fantasia e al suo estro del momento. Mentre continuava a tastarmi un seno mi sussurrava nell’orecchio le sue fantasie: “immagina se adesso accanto a te ci fosse un altro uomo, un perfetto sconosciuto che ci guardasse e si eccitasse” (e io immaginavo, lo sapeva che era una fantasia che mi eccitava) “pensa se ora si masturbasse accanto a te” (e immaginavo la mano di quell’uomo che percorreva il suo membro duro a pochi centimetri da me e l’idea mi faceva bagnare irrimediabilmente) “pensa se ti toccasse una coscia mentre tu mi tocchi” (e istintivamente divaricai un po’ le gambe come per permettere a questo ipotetico sconosciuto di toccarmi meglio) “non ti piacerebbe come regalo una cosa così?” me lo chiese tre volte, io alla terza risposi sinceramente che si, mi sarebbe piaciuto da morire e ormai in preda all’eccitazione allungai una mano a sbottonargli la cerniera e prendere finalmente nella mano il suo cazzo. Ero così bagnata che gli dissi “fammi tutto, usami come meglio credi” “Allora accetta il mio regalo, se veramente vuoi questo, qualunque cosa sia” “Si amore, qualunque cosa sia” Lui fece qualche cenno che io non vidi, intenta com’ero in quel momento a chinarmi su di lui per leccargli la punta della cappella. Dopo nemmeno un minuto che leccavo e proprio quando stavo quasi per alzarmi e inginocchiarmi ai suoi piedi per imboccarlo comodamente una mano si posò sulla mia gamba destra. Sobbalzai e quasi diedi un urlo. Michele mi tenne ferma la testa e disse: “non voltarti, comincia il mio regalo”. Mi bloccai: era sempre stata una delle mie fantasie erotiche predilette quella del cinema con due uomini, e lui lo sapeva, ma una di quelle fantasie che ero convinta restassero tali, una di quelle fantasie che non avrei mai avuto il coraggio di far diventare realtà. Ora invece ero bloccata così, in un cinema vuoto, seduta a cosce semiaperte, chinata alla mia sinistra a leccare il cazzo del mio uomo e sulla destra un perfetto sconosciuto (pensai potesse essere Aurelio, ma scartai l’ipotesi subito) non solo ci guardava ma mi toccava una coscia. Sono stati i secondi più tormentati della mia vita, almeno di quella affettivo-sessuale. L’idea però che quello sconosciuto ci avesse visti fino ad ora e si fosse eccitato e che ora, duro anch’egli come mio marito, si toccasse a pochi centimetri da me fece vacillare la mia convinzione iniziale di rifiutare il regalo. Michele mi disse: “Se vuoi smettiamo subito e torniamo a casa, oppure lasciamo solo che lui guardi… dipende da te amore, solo da te” “Chi è?” sussurrai a Michele “Uno sconosciuto, anzi Lo Sconosciuto. Sappi solo che è pulito, certificati in regola ed è fidato, tu non lo conosci, lui non ti conosce. Decidi tu Angela!” Inspirai come quando faccio immersione nello splendido mare di Ponza e mi tuffai a succhiare Michele con foga per sfogare il nervosismo che si stava accumulando da diversi secondi. La mano dello sconosciuto non si mosse, era ferma poco più su del mio ginocchio; succhiavo e nella mente mi balenavano diecimila pensieri l’ultimo dei quali fu di piantarla li. Ma le persone sono contraddittorie e l’eccitazione sessuale, se spinta oltre certi limiti, gioca strani scherzi: allungai una mano verso lo sconosciuto e cercai a tentoni il suo cazzo che sapevo essere teso e duro. Afferrai con la punta delle dita il suo glande, lui si scostò di quel tanto che bastava per permettermi di poterlo afferrare con la mano e cominciai a tirarlo: era veramente grosso, Michele aveva scelto un bell’esemplare. Chissà se lo aveva provato prima di propormelo, una delle sue fantasie (mai realizzate, diceva lui) era di avere con me un rapporto di natura bisessuale. L’immagine di Michele che succhiava il grosso cazzo di quell’uomo sconosciuto mi disgustò a tal punto che si trasformò ben preso in eccitazione, una eccitazione che stavolta sentivo diversa, selvaggia, quasi animale. Una eccitazione che mi spinse a sollevarmi sulla sedia e mettermi seduta a cosce larghe segando in contemporanea i due uomini ai miei lati. Sapevo che l’immagine era da vera troia ma proprio questa sensazione fece cadere tutti i miei tabù e le mie reticenze. Mi volsi verso l’uomo alla mia destra, mi avvicinai al suo volto indefinibile e lo baciai in bocca. Fortunatamente aveva un buon sapore, forse eucaliptolo; lo baciai mentre sia lui che Michele mi strisciavano le mani lungo le cosce, lui fu addirittura più audace di Michele e arrivò fino alle mutande, che ormai erano inzuppate e cominciò a strisciare le dita sulle mie grandi labbra. Sussurrai un mezzo gridolino di piacere, non ne potevo più, e mi sedetti su Michele mentre l’altro si alzò e mentre facevo su e giù con la carne di mio marito tra le cosce succhiavo lo sconosciuto. Camicia sbottonata, Michele addentava il mio capezzolo sinistro mentre la sua carne andava e veniva dal mio sesso e la carne dell’altro uomo andava e veniva dalla mia bocca. Ad un certo punto però decisi di dedicarmi solo al mio piacere e lascia lo sconosciuto per gustare al meglio mio marito: strinsi le meni attorno alle sue spalle e mi diedi da fare per muovermi come meglio potevo su di lui. L’altro strisciava il suo membro durissimo e grosso sul mio viso, sul mio collo, poi cercò di toccarmi la punta del seno sinistro e fu allora che accadde un’altra cosa sorprendente: Michele allungò la testa e prese il cazzo dello sconosciuto in bocca! Io bloccai i miei movimenti: non credevo ai miei occhi, mio marito succhiava un cazzo mentre io facevo sesso con lui. Non sapevo se era più la sorpresa o l’eccitazione che derivò da questa visione nella semioscurità, fatto sta che decisi di aiutarlo. Scesi da lui e usai la lingua per leccare l’asta, veramente grossa, che mio marito teneva in bocca per la cappella; volevo fargli tante domande ma pensai che forse non era il momento. Mentre lui teneva fermo in bocca il glande enorme dello sconosciuto e probabilmente usava la lingua per colpirne la punta come io faccio normalmente a lui, percorrevo la lunga asta con la lingua fino ad abboccargli le palle e poi a ritornare su per colpire con la punta della lingua le labbra di Michele. Poi afferrai il cazzo dello sconosciuto e lo portai alla mia bocca e dopo averlo succhiato e percorso per un po’ fu la volta di Michele a fare lo stesso. Poi cominciammo a leccarlo assieme e alla fine le nostre lingue si incrociarono e ci baciammo avidamente in bocca mentre l’uomo in piedi strisciava il cazzo sui nostri volti. Io ero inginocchiata e mentre baciavo Michele l’altro mi scivolò dietro e mi volle penetrare alla pecorina. Entrò lentamente e potetti apprezzarne la lunghezza e la durezza e ne trassi un piacere tremendo, un cazzo così grosso e duro non l’avevo mai sentito: sussurrai a Michele di alzarsi e lo presi in bocca. Il primo trenino della mia vita, e per di più in un cinema! Ebbra di piacere mi gustai quel cazzo enorme dentro di me con gioia, succhiando e pompando Michele con foga ma con dedizione e il primo a venire fu proprio mio marito; avvertii il suo piacere e lo lasciai fare, sapevo che avrebbe afferrato il cazzo, lo avrebbe tirato e mi avrebbe regalato la sua sborra sul viso e sui capelli e attesi in preda ad un piacere che mi sconvolgeva e mentre lui godeva su di me io venivo urlando il mio piacere, quello che il cazzo enorme dello sconosciuto riusciva a farmi provare. Quando mio marito ficcò il cazzo nella mia bocca io ancora urlavo e lo sconosciuto piantò le unghie nella carne dei miei fianchi e inondò la mia figa di calda, densa e abbondante sborra. Sborrò per un tempo che mi sembrava infinito e io avevo le gambe che tremavano sotto i suoi colpi.
Il film era ormai finito e purtroppo anche il tempo a nostra disposizione. Ma da quella sera so che la mia vita sessuale ha subito una svolta e non mi fermerò più di fronte alle proposte di Michele: sono mica scema!!!
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Questo articolo è stato scritto da: newgitre
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